Cosa fare quando tuo figlio è disperato e non si lascia consolare da te.

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famiglia-mamma-papa-adolescenti-stress-bimbi-genitori-federica-benassi-bambino-psicologo-counselorLa scena a rallentatore.
 
Guardi impotente tua figlia che inciampa nel cesto della biancheria e lancia la sua creazione artistica dall’altra parte della stanza.
 
Ore di duro lavoro sparse sul pavimento.
 
Lei è devastata.
 
Provi ad andare in suo aiuto con un grande abbraccio affettuoso.
 
“Vattene via!” Ti urla.
 
Sensazione di confusione, fai un passo indietro e riprovi.
 
“Oh tesoro, il progetto, mi dispiace tanto -“
 
Ti interrompe, “Lasciami in pace!”
 
In pochi secondi, se n’è andata e sta in piedi tra le macerie chiedendosi cos’ è appena successo.
 
 
Il rifiuto fa male.
 
Non è divertente essere spinta via da un bambino triste. Soprattutto quando stai facendo del tuo meglio per connetterti con tuo figlio quando è triste, arrabbiato.
 
E tu d’istinto rispondi:
 
“Bene! Stavo solo cercando di aiutare. “
 
“Non osare sbattere quella porta!”
 
“Non riesco a  fare niente di buono.”
 
Quello che inizia come un desiderio sincero con il fine di aiutare tuo  figlio, può rapidamente diventare una gara di sentimenti – loro … e vostri.
 
Certo, ti piacerebbe che il tuo bambino corresse tra le tue braccia ogni volta che c’è un problema, ma non deve essere un problema se questo non accade.
L’obiettivo è quello di sostenere tuo figlio  attraverso le sue più grandi emozioni, non è quindi quello di bloccarle.
 
Cosa fare quando i figli rifiutano di essere consolati.
 
Invece di farti sorprendere dalla situazione, prova queste 6 strategie:
 
Riconoscere il Rifiuto: E’ normale sentirsi male quando il bambino rifiuta la connessione, ma non rimanere lì a lungo. Fai qualche respirazione profonda per tornare in pista. Il tuo bambino ha ancora bisogno di te, ha solo un’idea diversa su come può essere aiutato in questo momento.
 
Trova altre soluzioni: Il tuo primo pensiero è di confortarlo con un abbraccio gigante o con le coccole sul divano, ma ci sono un sacco di modi per connettersi con il tuo bambino che vanno oltre l’affetto fisico. Prova con idee diverse, come l’essere silenzioso, stargli vicino, scrivere una nota, fare qualche battuta simpatica, o dargli spazio e tempo.
 
Adeguati alle sue esigenze: guardare la situazione con curiosità, piuttosto che in offensiva. Questo ti dà la possibilità di realizzare ciò che funziona meglio per il tuo bambino. Preferisce essere confortato verbalmente o non? Vuole parlare di cose subito o aspettare un po’ di tempo? Ha bisogno di affetto fisico o di spazio?
 
Attenzione al rimbalzo: A volte, il tuo bambino cambierà idea sulla sua decisione di accettare il tuo aiuto. Anche se inizialmente rifiuta un abbraccio, sarà pronto a prenderlo un paio di minuti più tardi. Oppure, se il bambino non vuole parlare, ma lascia la porta della camera aperta, è segno di un possibile contatto o di compagnia. 
 
Resisti alla Punizione: invece di urlare, “come ti permetti di parlare con me così, signorina,” prendi un secondo per mettere in pausa. Renditi conto che il cervello di tuo figlio è stato completamente invaso da emozioni in quel momento. La parte logica del suo cervello si è chiusa, e le parole che potrebbe aver usato non sono venute logicamente, ma in seguito a una travolgente emozione.
 
Insegnare più tardi: Se le parole o le azioni che il bambino ha usato sono state offensive, maleducate, o inappropriate, trova un momento tranquillo per parlarne. Entra in sintonia con la loro frustrazione o tristezza.
 
E se nulla sembra funzionare?
 
A volte, non importa quello che stai facendo, tuo figlio continuerà a rifiutare i tuoi tentativi di aiuto. Ci sono alcune ragioni per cui un bambino può continuare a mandarti via.
 
Mancanza di connessione: Riconoscere le emozioni può essere un’esperienza vulnerabile per alcuni bambini. Se non si sentono protetti e al sicuro nel vostro rapporto, possono scegliere di tenere questi sentimenti per se stessi.
 
Le esperienze passate: Mentre stai lavorando per cambiare le tue risposte, il bambino può ricordarsi di eventi precedenti in cui gli errori sono stati trasformati in lezioni o emozioni sono state punite.
 
Vergogna: A volte, la loro risposta non ha nulla a che fare con te, ma con la sua percezione di se stesso come imperfetto. Nel tentativo di nascondere questa imperfezione, chiude o taglia fuori le offerte di aiuto.
 
Negative Thinking (pensiero negativo): Anche se la situazione è stato un incidente innocente, un bambino che lotta con i suoi pensieri negativi può rimanere “bloccato” tra questi, incerto su come vedere la situazione in una luce diversa.
 
Problemi di salute mentale: Se il vostro bambino mostra segni di irritabilità, scarsa motivazione, cambiamenti nei modi di mangiare o dormire, isolamento, o qualsiasi altra variazione di umore o di comportamento, per più di un paio di settimane, il consiglio è quello di cercare il sostegno di qualcuno.
 
 
 

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