OBBEDIENZA: Perché devo ripetere le stesse cose almeno cinque volte?

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“Durante un tipico confronto tra padre e figlio, il padre chiese al figlio di otto anni di andare a farsi una doccia. Dopo il quinto tentativo, il padre trascinò il figlio in bagno. Qualche minuto dopo il figlio, ancora sporco, giocava ad un video game in un’altra stanza.”

-Elizabeth Kolbert

 

La situazione potrebbe risultare estrema, tuttavia molti sono i genitori che si riconoscono.

La domanda è: “Perché i miei figli non fanno quello che si dice loro fin subito?!”. Ci sono molte risposte a questo quesito.

In questo articolo troverai le otto principali ragioni che spiegano il comportamento di tuo figlio e ottime soluzioni su cui lavorare.

 

  1. IL TUO BAMBINO NON HA LE TUE STESSE PRIORITA’

 

Nessun bambino capisce perché farsi il bagno è così importante per te. Ed ogni bambino ha sicuramente qualcos’altro da fare che reputa di maggiore importanza. Forse ai tuoi occhi non è fondamentale, ma tuo figlio considera il gioco come un lavoro – in questo modo i bambini imparano. Questo è sicuramente un aspetto positivo: preferisci un figlio fortemente motivato o un figlio che necessiti continuamente delle tue attenzioni?

 

Soluzione:

Prima di tutto connettiti con tuo figlio prestando attenzione a quello che sta facendo e riconoscendo quelle che sembrano essere le sue priorità:

“Wow! Guarda che bello il trenino che hai costruito! Mi faresti vedere come funziona?”

Poi fai capire a tuo figlio che hai intenzione di inserire nella sua “agenda di priorità” una tua priorità: “Luca, è l’ora della doccia! Preferisci far la doccia ora o tra cinque minuti? Ok, tra cinque minuti senza capricci? Perfetto!”

 

 

  1. ABBIAMO INSEGNATO AI NOSTRI BAMBINI DI PRESTARCI ATTENZIONE SOLO SE URLIAMO O LI INTIMORIAMO

 

Il tuo bambino è sveglio! Lui sa benissimo che può fare quello che vuole se continua ad ignorarti. Se tuo figlio di otto anni non ascolta la tua richiesta ripetuta ormai cinque volte, significa che gli hai insegnato di non prenderti seriamente fin quando non urli.

 

Soluzione:

Non dare a tuo figlio delle direttive dalla porta della sua camera, piuttosto avvicinati e tocca la sua spalla. Connettiti con lui commentando quello che sta facendo e poi digli:

“Scusami Giulia, ti devo dire una cosa..”

Aspetta che ti guardi negli occhi. Se continua a guardare lo schermo, avvisalo che stai per mettere in pausa la TV o il video game. Non fargli la richiesta fin quando non hai il suo contatto visivo. Solo così capirà che sei serio. Dagli un piccolo avvertimento e aspetta. Se non lo farai, stai abituando tuo figlio a non prendere seriamente le tue richieste.

 

 

  1. I TUOI FIGLI HANNO BISOGNO DEL TUO AIUTO PER EFFETTUARE IL CAMBIAMENTO

 

Quando sei impegnato al computer non trovi difficile distaccare lo sguardo e dedicarti ai capricci di tuo figlio? I bambini percepiscono il tuo continuo e fastidioso “chiedere” nello stesso modo in cui tu percepisci i loro continui e fastidiosi capricci.

 

Soluzione:

Da al tuo bambino un solo avvertimento. Dopo cinque minuti torna da lui, avvicinati e commenta di nuovo quello che sta facendo:

“Wow! Guarda come va questo trenino!”

Ricordagli il patto che avete fatto:

“Ok, Tesoro, sono passati ormai cinque minuti. Ti ricordi cosa ci siamo promessi? Tra cinque minuti senza capricci. E’ ora di farsi la doccia.”

Poi, crea una sorta di collegamento tra il suo giocattolo e la tua richiesta:

“Che ne dici se il trenino percorre insieme a te la strada per il bagno? Ecco qui, io prendo i vagoncini, tu la locomotiva! Andiamo!”

 

 

  1. LA SUA CORTECCIA FRONTALE SI STA ANCORA SVILUPPANDO

 

La corteccia frontale del bambino sta ancora sviluppando l’abilità di distinguere tra quello che lui vuole e quello che tu desideri che lui faccia. Tutte le volte che chiedi a tuo figlio di fare qualcosa, quest’ultimo si trova a dover scegliere se ascoltarti o continuare a fare quello che vuole. Quando decide che la relazione con te ha più importanza di quello che lui vuole al momento, allora ti ascolterà. Ogni volta che lui compie questa azione, sta rafforzando la sua abilità celebrale di dirigere nuovamente sé stesso verso un obiettivo più alto. Proprio in questo modo i bambini sviluppano l’autocontrollo. Questo avviene solo se tuo figlio riesce a fare la “scelta” volontariamente. Se tu gli imponi quello che vuoi urlandogli contro, tuo figlio si opporrà piuttosto che scegliere.

 

Soluzione:

Poni dei limiti in modo tale che tuo figlio voglia cooperare e fagli fare pratica nel scegliere di raggiungere obiettivi sempre più alti.

 

 

  1. TUO FIGLIO NON SI SENTE ASCOLTATO

 

Non possiamo rendere i nostri figli obbedienti a meno che non siamo disposti a dar loro qualche scappellotto e colpir loro nello spirito. Per fortuna i nostri figli ci danno spesso il beneficio del dubbio e ascoltano le nostre regole quando si sentono ascoltati.

 

Soluzione:
Riconosci la sua posizione e, se possibile, metti tuo figlio davanti ad una scelta:

“Ti sento. Ti sento forte e chiaro. – NIENTE BAGNO! Non vuoi assolutamente farti un bagno. Scommetto che quando sarai vecchio non ti farai MAI il bagno, giusto? Sta sera hai assolutamente bisogno di farti un bagno, quindi.. cosa scegli? Bagno o doccia?

 

Qualche volta ascoltare il punto di vista di tuo figlio può esserti utile per arrivare al compromesso. Prova solo a spiegare a tuo figlio il tuo ragionamento, così lui conoscerà in che modo ti ha fatto cambiare idea.

 

 

  1. TUO FIGLIO NON SI SENTE CONNESSO A TE

 

Tuo figlio non ti ascolta, perché non si sente connesso a te.

Perché tuo figlio non è connesso con te? Perché è lontano da te tutto il giorno. Oppure perché tu ti sei innervosito con lui questa mattina. Forse hai sempre la sorellina in braccio. O semplicemente è un piccolo uomo in un grande mondo, e questo fa paura. I pensieri paurosi bloccano la capacità dei nostri bambini di connettersi a noi amorevolmente.

 

Soluzione:

Fatti coinvolgere nelle esperienze di tuo figlio fin quanto riesci, anche quando gli stai dando una direttiva. Sicuramente questo può portare alla riconnessione con tuo figlio. Tutte le volte che il tuo bambino sente di poter condividere con te le sue emozioni, instaura con te una nuova connessione.

 

 

  1. I NOSTRI FIGLI PERDONO LA FIDUCIA IN NOI

 

I nostri figli ci vedono come una guida. Se sono convinti di averci al loro fianco, vorranno renderci orgogliosi e felici. Così, se tuo figlio è un piccolo ribelle, o continui a riempirti di impegni, forse è necessario rafforzare nuovamente la vostra relazione.

 

Soluzione:

Mezz’ora di Special Time con tuo figlio al giorno. Spesso molti genitori non danno molta importanza a quest’attività. In realtà la scelta di spendere mezz’ora del tuo tempo con tuo figlio ha un forte impatto su di lui: è un’espressione tangibile del tuo amore nei suoi confronti.

 

 

  1. I NOSTRI FIGLI SONO UMANI!

 

Tutti gli esseri umani resistono al controllo, e i nostri figli non sono differenti. Più si sentono “sotto controllo”, più saranno portati ad essere dei piccoli “ribelli”. I bambini troppo accondiscendenti tendono a perdere iniziativa e l’abilità di difendersi da soli.

 

Soluzioni:

Scegli qual è la tua battaglia. Prima di tutto tuo figlio deve essere certo che tu sia dalla sua parte. In più permetti a tuo figlio di scegliere. Insegna a tuo figlio a migliorarsi piuttosto che tentare di controllarlo. Un bambino a cui viene insegnato l’autocontrollo è un bambino che una volta cresciuto sarà in grado di pensare a sé stesso e far valere ciò in cui crede.

 

Molti genitori vengono accusati di crescere figli viziati, come se l’obbedienza fosse il Sacro Graal a cui tutti i genitori aspirano. Ma non vorresti crescere un figlio che si sappia controllare e abbia voglia di cooperare? Sappi che questo è molto diverso dall’obbedienza, dove la disciplina viene imposta al bambino.

 

Come diceva il giornalista americano H. L. Mencken:

“La morale fa quello che è giusto senza che gli venga detto. L’obbedienza fa quello che gli viene detto, anche se non è giusto”

 

 

Fonte originale: http://www.ahaparenting.com/blog/Obedience_Why_Do_You_Have_To_Tell_Them_Five_Times

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