Questo è ciò che gli smartphone stanno facendo ai nostri ragazzi.

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Questo è ciò che gli smartphone stanno facendo ai nostri ragazzi.

 

Testimonianza di una mamma che decide di far parte del club delle “bad moms” per salvaguardare la salute mentale dei suoi tre figli dalla dipendenza del cellulare.

Sono settimane che i miei figli mi chiedono di andare a guardare una partita di football, finalmente cedo alle loro lusinghe, procuro i biglietti e li accompagno. Ho tre figli, il primo genito ha tredici anni, il secondo dodici e il terzo undici. Erano molto eccitati all’idea di poter guardare dal vivo una partita di football e di poter incontrare i loro amici.

L’ambiente è stimolante, rumoroso e divertente come dovrebbe essere un palazzetto dello sport, la domenica pomeriggio.

Nonostante ciò i miei figli hanno i loro volti nascosti dai loro cellulari quasi tutto il tempo, proprio come tutti gli altri coetanei. Non parlano, non interagiscono con gli amici che erano così entusiasti di vedere.

Il rapporto dei nostri ragazzi con la tecnologia è un tema molto discusso tra mamme, insegnanti e psicologi. Sembriamo quasi impotenti e rassegnati di fronte a questa realtà che accomuna la maggior parte dei genitori con figli adolescenti.

Non vi nascondo le mie paure e la mia sensazione d’impotenza nei confronti dei miei ragazzi ma non mi arrendo, c’è la farò ad invertire la rotta?

Ovviamente non parlo di situazioni in cui approfittiamo dell’era digitale e dei suoi fantastici strumenti per distrarre un’ora i nostri pargoli per essere in grado di fare la spesa senza scoppi d’ira o di poter bere un caffè in pace con la nostra amica o poter fare due sane chiacchere come solo due vecchie amiche sono in grado di fare.

Mi riferisco a quelle situazioni in cui ovunque vadano, qualsiasi cosa facciano il loro primo pensiero è avere il cellulare in tasca, mi riferisco a quando consigliamo a nostro figlio di non stare al cellulare per un ora e lui/lei ha una over-reaction (passami il termine)… Una reazione eccessiva per la vicenda che sta vivendo in quel determinato momento.

 

Iniziano i primi cali a scuola, gli esami non sono più argomento di discussione, le prime depressioni, la noia, il vuoto totale.

 

Dove scappano i nostri figli? Dove si nascondono? Di cosa si alimentano?

Mi riferisco a quando iniziano a cercare scuse poco fondate per non aver studiato dopo aver trascorso il pomeriggio immersi nel cellulare a guardare o fare dei musical.ly, a mettere mi piace su FB a seguire quel cantante su Instagram…

Mi riferisco a quando i nostri figli smettono di vivere i propri sogni e iniziano a vivere quelli altrui, ritrovandosi in un mondo virtuale parallelo.

 

Ripeto questo è diverso da lasciare che il tuo bambino/a in età scolare osservi i video di YouTube.

Sto parlando dei nostri figli più grandi che hanno un uso libero del telefonino.

 

I miei figli senza cellulare si sentono stupidi, persi. Non si sentono all’altezza degli altri coetanei… Non hanno collegamenti, manca la fonte d’ispirazione per le conversazioni, manca il gossip.

Sono ansiosi.

Questo comportamento non è salutare!!!

La mia soluzione?

Dal lunedi al venerdi il cellulare si usa mezz’ora prima dei compiti e non durante…

Chi prima finisce, prima si ricongiunge con l’amato giocattolo…

In alcuni pomeriggi diamo spazio agli sports.

Dalle 20:30 in poi non si usano dispositivi elettronici (telefoni tablet) libertà a tutto il resto… Letture, film in famiglia o tra di loro se l’orario lo permette…

 

Non sono considerata una mamma cool, sento spesso parlare male i miei ragazzi di me con gli amici…

Si lamentano continuamente di questa regola, sono considerata una “bad mom” ma a me non importa!!!

Non mi ritengo un genitore perfetto, ho i miei limiti e soprattutto i miei difetti.

Vediamo insieme un po’ di dati scaturiti da un’accurata analisi fatta da Jean Twenge, professore di psicologia alla San Diego State University e autore d’iGen, impegnato a studiare le differenze generazionali da oltre venticinque anni, ha dichiarato in un’intervista a The Atlantic che nel 2012 ha notato cambiamenti drammatici nel comportamento degli adolescenti. “In tutte le mie analisi dei dati generazionali non avevo mai visto niente del genere”, ha detto.

Twenge continua dicendo che il 2012 è stato l’anno in cui oltre metà della popolazione possedeva uno smartphone. Dopo aver indagato ulteriormente, facendo più sondaggi e parlando con più adolescenti, dice Twenge, ” è chiaro che [la loro] è una generazione modellata dallo smartphone e dalla concomitante ascesa dei social media”.

 

Sempre più preoccupanti, riferisce Twenge sono “Le percentuali di depressione e di suicidio degli adolescenti, sono salite alle stelle dal 2011. Gran parte di questo malessere può essere ricondotto ai loro telefoni “?

È una coincidenza? Non credo che lo sia, e nemmeno i ricercatori lo credono. I nostri figli sono la prima generazione a essere esposta a questa tecnologia in giovane età – molti di loro conoscono la vita attraverso i social media. E noi siamo la prima generazionedi genitori esposti a tutto ciò. Ed è difficile!!!

 

Quando i miei figli hanno iniziato ad usare i telefonini, sapevo che i limiti sarebbero stati un problema, ma non avrei mai pensato che avrebbero spazzato via la loro personalità e li avrebbe fatti sentire

depressi o ansiosi, ma eccoci qui.

Non m’interessa davvero se i miei figli si sentono “perdenti” se non usano il telefonino h24.

Possono odiarmi per un po’’se è quello che serve.

I miei ragazzi non sono in grado di gestire questa responsabilità da soli, proprio come tanti altri adolescenti.

Posso già dirti che i miei figli sono tornati più attivi da quando ho imposto a loro le nuove regole. Anche se sono la “mamma più cattiva del mondo“, li vedo usare più spesso la bici, esplorano di più e finalmente ridono tra di loro.

 

I telefoni sono ancora qui e ancora in uso, ma non così tanto quanto prima. Grazie a Dio.

FONTE ORIGINALE:  http://www.scarymommy.com/smartphones-are-hurting-teens/ 

 

 

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