Un metodo per risolvere i conflitti fra genitori e figli.

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famigliaI genitori si dividono in 3 categorie:

  • Autoritari
  • Permissivi
  • Indecisi

E tu in quale ti riconosci?

Credi sia giusto esercitare autorità e potere su tuo figlio, limitarlo, sottoporlo alla disciplina, richiederne la sottomissione e l’obbedienza? Credi sia giusto punirlo?

Oppure sei tra quelli che lasciano al figlio tutta la libertà, non gli impongono nessuna limitazione ed affermano orgogliosi di odiare i metodi autoritari?

Oppure non sai esattamente quali dei due sistemi educativi scegliere e, di conseguenza oscilli continuamente alla ricerca di una via di mezzo?

Tutti i modelli sopra citati, sebbene in misura variabile, non sono efficaci perché hanno un comune denominatore che li rende negativi, perché tutti prevedono un vincitore ed un perdente:

  • Metodo autoritario: vinci tu e perde tuo figlio
  • Metodo permissivo: perdi tu e vince tuo figlio
  • Se sei indeciso: perdono tutti

Tuttavia ti rivelo che esiste una terza via, che avvalendosi dei procedimenti del problem-solving (soluzione dei problemi) utilizzato da aziende e gruppi, può aiutarti ad avviare una relazione educativa senza perdenti.

Questo metodo si divide in 5 fasi:

Fase 1: Identificare e definire il conflitto.

Fase 2: lasciare emergere ogni soluzione possibile.

Fase 3: valutare le soluzioni emerse.

Fase 4: scegliere la soluzione migliore.

Fase 5: programmare e attuare la soluzione.

Il metodo “senza perdenti” consiste in un processo di risoluzione dei conflitti, consentendo al genitore e al figlio, di definire quale sia il problema, accettare più soluzioni, scegliendo assieme la migliore.

Quando due persone, in questo caso genitore e figlio, si accordano su una soluzione, è raro riscontrare risentimento e ostilità. Infatti, il conflitto se viene risolto in modo accettabile, per ambedue, avvicina il genitore e il figlio.

Cosa ne pensi? Provi ad attuare anche tu queste 5 fasi?

1 Comment

  1. Geanina ha detto:

    Un Obiettivo importante condiviso come mamma e : arrivare attraverso la Parola al suo cervello(direttamente, semplicemente) ,per mantenere una relazione sana tra mamma e figlio, per evitare conflitti nel futuro. Evitando obblighi ,dare colpe , usando “sguardo negli occhi ecc.

    Funziona nei momenti di poca interferenza” da fuori” quando nel rapporto genitore -figlio ce il rispetto , “un lavoro” di squadra ,e diventa una continua crescita in armonia che da spazio alla serenità ,felicita.

    Non c e bisogna di autorità, perché attraverso la parola ,lo sguardo si crea gia una comunicazione forte e quindi il bambino non va oltre la parola del genitore ,almeno se non ha una motivazione fortissima dietro il suo comportamento per “combattere” ,il modo da fare.

    Arrivare con la parola al suo cervello funziona ed e la cosa migliore che ci sia in un rapporto tra genitore e figlio. Funziona tra maestre e nostri figli, e funziona anche anche tra mamma e figlio. Si crea un equilibrio .

    Modelato da piccolo con questi problem solving per i problemi picolissimi (afera nel frattempo il pensiero ,inizia avere gia le idee chiare) ,da grande sa gia lui per se stesso come risolvere i suoi problemi ,senza troppi problemi e senza chiedere consigli acquistando fiducia in se stesso.(dalle piccole cose alle grande cose).

    Quindi anche se sembra una “idea folle” a usare metodi di problem risolving che si usano nelle aziende e gruppi ,con i bambini lo trovo utilissimo perché e la stessa cosa come risolvere un problema senza un metodo (usando l ego) (quindi comunque impara, importante quello che impara e giustamente impara secondo chi lo insegna) ,ma i risultati sono diversi nel tempo e con metodi di problem risolving diventano positivi ,per lui ,per il suo futuro ,per rapporto tra genitore e figlio ,per il rapporto con i compagni ecc.

    Hanno idee chiare e sanno cosa vogliono e come ottenere dai genitori , le capacita organizzative sono presenti nel bambino a riguarda la famiglia ,i genitori ,casa ,salute. Rimane solo a noi come genitori ,di cambiare il metodo e di venirli incontro.

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