CHE COS’E’ LA PSICOMOTRICITA’?

Tre modi per NON aiutare tuo figlio ad affrontare la maturità
22 luglio 2018
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Psico che ?? Molto spesso la psicomotricità viene confusa con l’attività motoria che in realtà non è, visto che in sala non vengono mai date consegne e il bimbo è libero di esprimere le sue emozioni attraverso il gioco che è il canale privilegiato che lui utilizza per esternare le sue emozioni.
Non è nemmeno gioco libero perché ogni angolo della sala è stato appositamente pensato in ogni dettaglio proprio per permettere al bambino di sviluppare tutte le sue capacità motorie, relazionali ed emotive in un contesto accogliente e sicuro dove non esiste il giudizio.
Ogni incontro di psicomotricità è scandito da dei tempi precisi che sono il Rituale iniziale dove i bambini sono accolti ed invitati a sedersi in cerchio.
In quel momento vengono ricordati loro i “ patti” per giocare che riguardano principalmente il non farsi male, il non far male agli altri bambini e il non distruggere i giochi degli altri.
Poi si passa al gioco che occupa la gran parte del tempo e che permette ai bambini di vivere delle forti scariche emozionali principalmente all’interno di tre spazi che sono:

1) Lo SPAZIO SENSO MOTORIO che è costituito da dei materassi e dalla spalliera per permettere al bambino di raccontare di Sé attraverso i salti, i rotolamenti e i tuffi.
Attraverso quest’attività il bambino arriva a sentirsi autonomo , indipendente e acquisisce la consapevolezza di essere un corpo intero e integro

2) Lo SPAZIO SIMBOLICO che è costituito prevalentemente da cubi, peluche e teli ossia da materiale non strutturato per far si che sia il bimbo a dargli una strutturazione di significato.
Attraverso il gioco simbolico i bambini si avvicinano al mondo degli adulti, provano a capirne i rapporti che ne regolano il funzionamento, seguendo naturalmente il proprio modo di interpretare le cose.

3) Dopo il tempo dei giochi si passa allo SPAZIO DELLA RAPPRESENTAZIONE dove i bambini hanno la possibilità di fare un disegno e di rappresentare ad un livello più astratto tutte le forti emozioni che hanno vissuto nei momenti precedenti.
Infine l’incontro si conclude con il rituale finale dove viene letta loro una storia per preparali all’uscita e per permettergli di verbalizzare e di dare un nome a tutti giochi che hanno vissuto.
La psicomotricità è un’esperienza che fa bene a tutti i bambini e non solo a quelli che hanno dei bisogni educativi speciali ed è per questo che consiglio a tutti di provare questa bellissima esperienza.

I compiti sono diventati l’incubo di tuo figlio e di tutta la famiglia?
Non sai più come aiutarlo e che strategie usare?
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