Tre modi per NON aiutare tuo figlio ad affrontare la maturità

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Ho ricevuto uma mail da Camilla. Lei è un adolescente, ha 19 anni,e sta preparando la maturità.
Mi ha chiesto di pubblicare questi suoi pensieri sul mio blog. E io lo faccio molto, ma molto volentieri.

Carissimi genitori, so che avete anni e anni di esperienza alle spalle, ma la vostra adolescenza è finita già da molto, quindi perché non ascoltate davvero ciò che vi raccontiamo riguardo alle situazioni che stiamo affrontando? La maturità a fine liceo è la nostra svolta, ciò che vediamo come traguardo, quello che ci rende liberi da cinque anni di vita sui libri. Saremo noi e solo noi ad affrontarla quindi certi atteggiamenti dovreste proprio evitarli, perché fanno tutto tranne che aiutarci.

1. Andare nel panico: Sembra una cosa banale, ce lo ripetete sempre: “non andare nel panico, vedrai che andrà tutto bene”, e allora perché non lo fate anche voi? Se noi siamo già agitati, pensate davvero che agitarvi a vostra volta possa essere anche solo lontanamente utile? Sappiamo ciò a cui andiamo in contro e il vostro andare nel panico, ci fa pensare che voi non ci crediate all’altezza di affrontare l’esame, questo ci scoraggia e ci fa perdere autostima.

2. Starci addosso: Classica conseguenza del panico. Più ansia avete e più ce la gettate addosso con le tipiche frasi che non sopportiamo più di sentirci dire: “stai studiando/hai studiato?”, “non hai fatto nulla tutto il giorno, guarda che tra poco hai l’esame”, “se continui con questo atteggiamento non andrai mai da nessuna parte”. Ma seriamente secondo voi queste frasi dovrebbero motivarci a studiare e impegnarci? Capiamo benissimo che siate preoccupati per il nostro futuro, che vorreste vederci realizzati e senza alcun tipo di problema, ma facendo così ci portate a sentire oppressi e stanchi e questo non ci aiuta a concentrarci e trovare le energie necessarie a studiare e memorizzare tutto.

3. Credere di essere onniscienti: Non sempre siete in casa, non sempre sapete come passiamo le nostre giornate, quindi perché continuate ad accusarci di non fare mai niente e di stare sprecando tempo in cose inutili? Abbiamo un esame che attualmente crediamo essere uno dei più importanti della nostra vita, quindi ora spiegatemi, secondo voi noi passiamo le nostre giornate a girarci i pollici? Come se non passassimo sei ore a scuola sei giorni a settimana e non dovessimo studiare per verifiche/interrogazioni e tenerci in pari con il programma. Solo perché quando arrivate a casa non ci trovate a studiare, non significa che non lo abbiamo fatto per tutto il resto del tempo in cui non eravate presenti. Anche noi abbiamo bisogno di fare pause, e quelle pause sono ciò che ci permette di continuare a studiare e prendere quei voti alti che vi rendono tanto orgogliosi. Svagarci per un po’ è la cosa migliore che possiamo fare per mantenere un livello di apprendimento alto.

É il nostro momento e la cosa più bella che possiate fare per noi è lasciarcelo vivere a modo nostro. Se avremo bisogno fidatevi che saremo noi a venire da voi ma finché quel momento non arriverà, dovete permetterci di agire come meglio crediamo, di sbagliare se capita e poi di recuperare. Tutto ciò che vi chiediamo è fiducia, e le cose sopra indicate non sono il giusto modo di farci sapere che credete in noi e ci sarete qualunque cosa accada in questi ultimi mesi di liceo.

Camilla

I compiti sono diventati l’incubo di tuo figlio e di tutta la famiglia? Non sai più come aiutarlo e che strategie usare?
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