Figli e scuola: la sindrome del rientro | Federica Benassi
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Figli e scuola: la sindrome del rientro

È arrivato per i ragazzi il fatidico momento di tornare a scuola, come per i genitori di tornare al lavoro. Ma non c’è nessun desiderio di lasciare le vacanze, di riprendere le abitudini quotidiane, c’è irritabilità, scarso appetito… Eccola, è quella che viene definita “sindrome da rientro”. Una faccenda che secondo gli esperti interessa anche in maniera cronica il 10% degli adulti lavoratori, stressati dall’idea di tornare alla solita routine. “Oggi è l’ultimo giorno di ferie, che peccato!”, oppure: “Che palle, lunedì si ritorna al lavoro!”: non le avete mai sentite queste frasi? Magari le avete ripetute anche voi.

Spesso si tende a sottovalutare quanto tutto questo possa essere stressante anche per i figli e non solo per noi genitori. E non si pensa che gli stessi sintomi che possono comparire dopo l’estate nei genitori, possono comparire anche negli adolescenti e nei bambini in misura a volte persino maggiore. Molti adolescenti e preadolescenti mi hanno detto chiaramente di essere in ansia prima di tornare in classe: anche se erano preparatissimi, anche se conoscevano le dinamiche scolastiche, anche se conoscevano già tutti i compagni. D’altro canto molti genitori mi hanno rivelato che la loro figlia o il loro figlio provano un certo piccolo disagio nel preparare la cartella per ritornare a scuola.

L’ansia prescolastica può dipendere da molti fattori. Per esempio dal fatto che alla fine delle vacanze, quando si avvicina l’inizio della scuola, sono gli stessi genitori a entrare in uno stato d’ansia che viene trasmesso ai figli con frasi del tipo “fra poco si ritorna a scuola, sei pronto?” oppure “mi raccomando i compiti, devi metterti sotto se no non ce la fai”, eccetera. Le avete ripetute anche voi queste frasi? E magari con tono ansioso?

L’ansia prescolastica può essere dovuta anche al distacco forzato dalla famiglia e dagli amici, e alla frequentazione dei compagni con i quali possono crearsi, a volte, relazioni conflittuali. Ovviamente gli adolescenti hanno il loro modo di esprimere il disagio. Quindi attenzione all’irritabilità, alla tristezza emotiva, al mal di pancia, che a volte portano alla svogliatezza. Poiché lo stress dei ragazzi ricade inevitabilmente sui genitori, le prime strategie anti sindrome da rientro dovrebbero essere applicate proprio a loro. Voi genitori, quindi, dovreste porvi come modello nella gestione dello stress in famiglia. Rallentare i ritmi, per esempio, perché la fretta è un fattore che genera pressione. Lasciare ai figli più tempo libero, invece di riempire ogni spazio delle giornate con attività extrascolastiche e impegni di ogni genere.

Una delle armi contro lo stress, secondo me, è il lusso di annoiarsi almeno un po’ tra un compito e l’altro della giornata, e di permettere ai figli di annoiarsi.
Ecco qualche suggerimento per combattere la sindrome da rientro a scuola.

Primo

La gradualità. È necessario cominciare in anticipo a reintrodurre orari più regolari, in modo da evitare un cambiamento troppo veloce nei primi giorni del rientro.

Secondo

Aiutare i ragazzi a riprendere confidenza con l’ambiente scolastico. Spesso paura e stress derivano da ciò che non si conosce oppure non si conosce più. Per sentirsi a loro agio hanno bisogno di riprendere quella confidenza con la scuola che avevano abbandonato con la vacanza. Può essere utile anche un piccolo gesto di condivisione, per esempio comprare assieme i quaderni e il materiale scolastico. Inoltre trovo sia utile anche parlare loro della vostra esperienza scolastica, spiegare come vi trovavate a scuola, delle vostre paure e dei i vostri dubbi.

 

Terzo

 

Un altro suggerimento molto valido per combattere la sindrome da rientro, è invogliare i figli a praticare sport. Se non si sono ancora dedicati a una particolare disciplina, è utile parlare con loro per capire quali sono le attività o lo sport che preferiscono, cercando di assecondare i loro gusti e le loro inclinazioni

 

Quarto

 

Attenzione alla tecnologia. E soprattutto niente tecnologia a letto. Molti studi affermano che un’esposizione esagerata alla televisione, al cellulare, ai videogame, ai social, provoca soprattutto nei giovanissimi stress psichico, nervosismo e ansia. È invece indispensabile in questo momento dormire molto bene.

In conclusione👇👇👇👇👇👇

 

Forse lo scrittore Oscar Wilde aveva ragione quando diceva che la scuola dovrebbe essere un luogo bellissimo, ma così bello che i bambini disobbedienti per punizione dovrebbero essere chiusi fuori da scuola. Eh già! In questo modo non esisterebbe certo la sindrome da rientro da scuola.

 

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