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Adolescenti e le loro paure

rabbia e adolescenti

 

Vi siete mai chiesti qual è una delle paure, o meglio una delle preoccupazioni, che hanno gli adolescenti?

 

Provate a pensarci

 

È quella del giudizio dei loro amici.
La paura dell’esclusione del gruppo.La paura di essere criticati.
Soprattutto la paura di non essere accettati.

Provate a pensare, quando eravate adolescenti, a quanto vi condizionava il giudizio delle amiche e degli amici.
La paura del giudizio ha due aspetti: quello estetico e quello comportamentale.

Vi faccio due esempi: Franca e Matteo😜

La mamma di Franca mi raccontava che tutte le mattine Franca impiegava almeno quarantacinque minuti nella scelta del vestito, e pensava in continuazione a quello che le dicevano le amiche (per esempio “come stai male con quella gonna”). Prendeva i vestiti, li metteva sul letto e se li provava tutti. Si cambiava almeno in cinque combinazioni tutte le mattine. Poi c’era il trucco, la sistemazione dei capelli, la scelta delle scarpe, della sciarpa… Per tutto questo dipendeva dai giudizi delle amiche. E questo esempio vale per l’aspetto estetico. Per quello che riguarda l’aspetto caratteriale, mi ricordo di Matteo, un ragazzo delizioso che ogni volta che rientrava in casa cambiava il tono della voce: parlava esattamente come il gruppo di amici che frequentava. Diceva parolacce, camminava ciondolando, diventava arrogante.
Quindi entrambi, Franca e Matteo, annullavano se stessi, la loro personalità i loro gusti per un grande bisogno di approvazione, l’approvazione del gruppo.

Allora a domanda è: come possiamo aiutare i nostri figli ad affrontare la paura del giudizio degli altri?
Ecco tre piccoli e semplicissimi suggerimenti.

👉Primo

Il primo messaggio da passare è che la diversità rende unici, accettando ciascuno i propri pregi e i propri difetti. Facendo loro capire che la perfezione non esiste.

👉Secondo
Aiutare i figli a comprendere le proprie paure, a parlare delle proprie paure, a esprimerle per poterle gestire al meglio.

👉Terzo

Aiutare i propri figli a concentrarsi un po’ di più sul proprio orticello. Cioè concentrarsi su se stessi e sulle proprie capacità, sulle proprie qualità, senza farsi condizionare dalle critiche esterne, per raggiungere i propri obiettivi, e non quelli degli altri.

Ti racconto anche una bellissima storiella: quella dell’asino, del papà anziano, e di suo figlio. Una storia che racconto molto spesso sia ai genitori che ai ragazzi adolescenti.
In un piccolo paesino, un anziano suo figlio e un asino stavano passeggiando. Il figlio giovane era in groppa all’asino. Un gruppo di persone che stava passando iniziò subito a polemizzare:

Ma non ci posso credere, il giovane in groppa all’asino e l’anziano a piedi. Così l’anziano deve tirare l’asino e il ragazzo giovane. Tutto sbagliato!

Il papà anziano, sentendo questi commenti cosa fece? Disse al figlio di scendere dall’asino, e ci salì lui. E quindi continuarono a camminare. A un certo punto incontrarono un altro gruppo di persone. E arrivarono altri commenti:

Ma quanto è assurdo, un giovane ragazzo, così fragile, così delicato, con le gambine delicate, sta tirando l’asino. E non solo tira l’asino, ma anche il padre, che è pesante. Questo anziano potrebbe comodamente camminare!
Così il papà decise di caricare sulla groppa dell’asino anche il figlio. Continuarono così il loro percorso, il padre e il figlio sopra all’asino. Incontrarono altre persone, e quali furono i commenti?

Non ci posso credere, povero asinello, gente insensibile, tutti e due in groppa a questo povero asinello. Soffrirà tantissimo, finiranno per ucciderlo. Insensibili!

A quel punto non rimaneva che andare tutti e due a piedi. Ora non ci sarebbero più stati commenti, pensarono, e invece no. Incontrarono altre persone e arrivarono altre osservazioni:

Ma guarda un po’ quei due: possono salire in groppa a un asino e invece camminano. Insomma non andava mai bene nulla.
Allora l’anziano signore, che non ce la faceva più, guardò il figlio e gli disse:
Tesoro mio ora basta, perché se andiamo avanti ad ascoltare tutti finiremo a caricare l’asino sulle nostre spalle!

Carina questa storia, è efficace e arriva al punto.

 

In conclusione 👇

Quello che va trasmesso ai figli, secondo me, è questo: qualunque cosa facciamo saremo sempre più o meno criticati. Perché ognuno ha opinioni diverse, gusti diversi, regole diverse, indicazioni diverse su come affrontare la vita. Vivendo in funzione del giudizio degli altri si rischia veramente di annullarsi, e questo non va bene e non è giusto. Quindi: siate sempre voi stessi!

 

 

 

 

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